Quella sera, mentre passeggiavo nella pineta dove si teneva la festa paesana e l'esibizione di balli latino-americani della scuola locale, pensavo che in fondo la vita era tutta lì: musica, amici, sorrisi, la macchia di pomodoro della pizza gigante sui pantaloni viola, i bambini che avevano sete, si annoiavano, correvano, giocavano e poi avevano sonno.
Barbiebenton e la Piccola Nelly erano a lato di me, Lancillotto e Ginevra camminavano più avanti, e il resto dei rispettivi si fermava qua e là a far conversazione.
A me bastava poco, sapete, per essere felice.
A Kiss From a Rose
I bimbi del condominio avevano attaccato vicino all'ascensore le regole per il torneo di calcetto. Chi voleva partecipare, poteva apporre la sua firma.
Mi era venuta un'insana voglia di firmare.
Ma perchè non riuscivo a crescere come le altre?
Eppure mi pareva impossibile che una tragedia simile fosse capitata in una delle mie città preferite. Quella in cui avevo trascorso la domenica, quella in cui avevo studiato per anni, quella che frequentavo tutte le domeniche mattine invernali, quella che amavo così tanto.

La ex-moglie del divo era una ex cantante. Ex modella. Ex musicista.
Ora faceva praticamente un tubo dalla mattina alla sera, se non preparare gustosi pranzi vegetariani (oppure consumarli al ristorante), allevare capre, galline e cavalli, fare yoga e ginnastica tre volte alla settimana, prendere aerei per andare qua e là a trovare amici o partecipare a concerti, postare ripetutamente su twitter e su facebook e girare video amatoriali giornalistici per i-report, cnn etc, spararsi notti di sesso con personaggi non ben identificati, allevare le figlie di cui la più piccola, e non si era nemmeno tanto capito, era la preferita.
Certo, nello star system, ci sarà stato anche di peggio, ma anche di meglio.
Mi chiedevo dove avessi sbagliato io, in quale bivio della mia vita non avessi imboccato la strada giusta per sposare una star.
Al quarto incidente di percorso la Piccola Nelly era diventata morbida morbida e cercava ogni occasione per uscire con me e Barbiebenton.
Mi pareva di vedere me un 5-6 anni fa.
All'attenzione del Dottor Clay Bass
Relazione nr. 373/b, OGGETTO: IL CAVALIERE DI TRAVIAN
Il cavaliere di Travian, persona "per bene" e molto conosciuta, aveva il terrore di essere ricattabile.
Ecco perchè, nonostante alsoit cercasse di scoprire l'arcano della sua natura duplice, in realtà non se ne veniva a capo. Perchè, il cavaliere di Travian, era scaltro e ingenuo, e tutte e due le cose insieme.
Era come se quella sua natura scaltra e quella sua ingenua cercassero di predominare sempre su di lui, lasciandolo sempre stanco e indeciso. E un po' vincente e un po' perdente. Un po' carnefice e un po' vittima, ma senza mai andare a fondo sui due estremi.
Il lato debole, ricattabilissimo, però, ce l'aveva anche lui. Lo sapevano i miei sensi di ragno. Lo sapeva anche il mio lato cosciente perchè me l'aveva detto, in un momento in cui la sua ingenuità o forse, voglia non di controllarsi più, era venuta fuori.
Il suo lato debole erano le dame del castello.
Bella scoperta, eh?
Confidenzialmente,
Agente Speciale Factotum
Alsoit
Nature doppie
Mi rendevo conto che l'uomo era inesorabilmente doppio. Era un misto di bene e male. E più si riusciva a dissimulare il male con una parvenza di bene, più si riusciva vincenti.
Insomma, il Machiavelli, in fondo, tutti i torti non li aveva.
Pensavo questo, quella mattina, quando la Nuova Arrivata, con fare dolce e remissivo, mi proponeva un'orario osceno, in cui io e la donna del basilico avremmo dovuto fare i salti mortali, per accomodare lei. Con fare dolce e remissivo.

Dite addio al frazionamento morbido del tempo
alla luce screziata di giallo e ai cocci di vetro,
dite addio alle nature altrui,
quelle che avete provato a capire,
smussare, capire
e poi alla fine,
sì poi alla fine,
a ripagare della stessa moneta,
con scarso risultato,
perchè di natura si nasce
e di non-natura si muore.
Dite addio al nulla che si arrampica sui palazzi di vetro,
allo specchio che rimanda la vostra immagine perplessa e grottesca
al dire non dire autoreferenziale.
Dite addio alle nature duplici che rimescolano le carte
tagliando il mazzo ora a metà, ora a tre-quarti, ora al jolly
ora alla donna di cuori.
E non vi voltate indietro, nemmeno per l'ultimo saluto,
che non sia la prima sigaretta dopo la tempesta
a farvi ricominciare.
La riforma Gelmini ci era caduta sulla testa come una mannaia.
L'anno successivo avrei dovuto perdere una classe (delle due, nella quale insegnavo da due anni) e concentrare più materie possibili in una sola delle due.
Quale?
Quella con il serial killer o quella con l'autolesionista?
E come avrei fatto a fare ITA-STO-GEO-MUS-ING-IMM, tutto insieme appassionatamente?
E come avrei fatto a gestire genitori inferociti e iperattivi e svogliati e ritardatari?
Brutta storia. Ma davvero brutta.
Gente, quando vi capita, votate a sinistra. E ve lo dice una che ha votato sempre centro destra e anche destra.
Il dottore era ossessionato dal tempo.
"E' tardi, forza, sbrigatevi, è l'ora di andare, ma non siete ancora pronte, ma quanto ci mettete, siete sempre in ritardo."
Il risultato era che io e alsoittina eravamo già pronte sulla porta con il fiatone e lui era ancora in mutande a stirarsi la camicia, in tutta calma.
Attenti, il mondo aveva ripreso a girare, dapprima lentamente e poi vorticosamente.
Attenti, perchè qualcuno sarebbe sceso, magari non bruscamente, magari dalle scale, magari scalino dopo scalino, ma sarebbe sceso.
Tutto ciò che era casalingo, per me era irresistibile. Normale, quotidiano, basso profiloso. Non conoscevo niente di più affascinante.
Anche se, a ripensarci, alla fine, era stato un ripiegare su tutti i fronti, la giovane di belle speranze.
O forse era stato un inciampare... un feroce inciampare... sugli accidenti della vita.
Come ti creo un mito. Con i clichès del caso.
(Lenny che dorme nel letto di uno dei tanti motel, Lenny che si lava i denti seminudo canticchiando "Peace & Love", Lenny che esce dall'hotel per andare al concerto, Lenny che fa le prove suonando anche il basso, Lenny che scherza con la band prima del concerto - in fin dei conti anche lui è un ragazzo scherzoso - Lenny sul palco che fa l'assolo mettendo i piedi sulla cassa, Lenny che si toglie la maglietta a fine concerto e quando scende dal palco c'è subito il suo assistente che lo copre con l'accappatoio, Lenny che firma autografi per le sue fans, Lenny che conclude la sua giornata dicendo "Peace" alla telecamera... forse più che peace voleva dire dollars...)
Quella sera, alla cena delle galline, mi avevano messo accanto all'istruttore di ballo.
Immaginate le occhiate e le risatine che si scambiavano le gentili colleghe.
Più che altro, ciò che mi sconvolse, fu il messaggio di una collega il pomeriggio successivo che mi chiedeva nome, cognome e anche informazioni su di lui.
Mah.
ps. la collega, che mai prima mi aveva invitato, mi propose anche di andare a fare una camminata con lei.
L'invidia è proprio il sentimento più pericoloso (per chi la subisce).
Oggi sono in vena di aforismi.
Il gatto e la volpe
Mentre il dottore e io ci smussavamo, ci facevamo piedino, ci annusavamo come facevamo da anni con la stessa morbidezza davanti ad una tavola apparecchiata di una trattoria di campagna (perchè quelli erano per noi i momenti migliori, credeteci o no, i più romantici, come fare l'amore con il sapore), accanto a noi c'erano due tipi.
Uno era un vecchietto che a vederlo sembrava stupido e rintronato, l'altro un nordico dalla testa grossa e il vestito elegante grigio chiaro.
Il vecchietto era toscano, vestiva con una camicia blu a quadri e aveva l'aria di un contadino.
Il nordico pareva emiliano-lombardo e aveva l'aria nervosetta.
I due parlavano di gestione di aree, di responsabili di aree commerciali e facevano nomi e ritratti.
"Cosa ne pensi del responsabile del Veneto?", chiedeva uno.
"Beh...", rispondeva l'altro, facendo il ritratto del responsabile in questione.
I due analizzavano anche l'aspetto familiare. "E' una brava persona, ma la moglie l'ha lasciato sul lastrico, vuol dire che commercialmente non è proprio perfetto".
Le analisi dei personaggi che facevano era perfetta. Ma ognuno con il suo carattere e la sua indole regionale.
Il toscano parlava a braccia allargate sul tavolo, l'aria a tutto tondo, la dialettica precisa e affettuosa; il nordico con nervosismo, conflitto, facendo reticenze e anche parecchi silenzi.
Erano proprio un toscano e un nordico. Sembravano il gatto e la volpe.
El Loco
Sarà stato che il ritrovamento dello storico nr. 2 era passato giù come bere un bicchiere d'acqua.
Un po' di emozione all'inizio per una persona che avevo "lasciato" dieci anni prima con intenti suicidi e la vita che aveva fatto una curva brusca.
E la consapevolezza (ormai ero grande e certe cose le capivo da sola!) che le minestre riscaldate sono cattive, insipide, inopportune.
La similitudine con il ritrovamento (la riapparizione, meglio dire) con lo storico nr. 1 era stata rapida e immediata.
E più ci pensavo, più capivo che lo storico nr. 1 era un pazzo. Lo avevo lasciato normale e lo avevo ritrovato pazzo e pericoloso.
E non valeva stare a pensare ai motivi, perdere tempo nei meandri dell'affettività del bel tempo che fu.
Era pazzo e basta. E... cosa gli fosse successo? Beh, c.s.
La “nostra” scuola elementare, ridotta a un guazzabuglio di persone spaesate, rintronate dal garbuglio delle circolari e dei decreti senza senso, saprà per un’ennesima volta, nonostante tutto, far fronte alle sfide del futuro dei piccoli?
Sentite, ero stufa.
Prima c'era stato il cambio di personalità del Cavaliere di Travian, che da persona per bene, tanto innamorato e fedele a sua moglie, si era mostrato per quello che era (senza nemmeno vergognarsi, ritenersi, trattenersi un po').
Poi c'era stato l'istruttore di ballo che mi mandava sms sibillini, con il finale a doppia interpretazione.
E poi. Chissà. Mica mi fidavo più di nessuno.
Minestre Riscaldate
Niente era più pericoloso delle minestre riscaldate. Eppure avrei dovuto saperlo bene.
E se non fosse stato pericoloso, sarebbe stato penoso.
Torta Capolavoro
Nel momento in cui il cuoco e la vice cuoca rimiravano la torta che era costata loro tanto duro lavoro, la torta cadde in terra e si sfrittellò sul pavimento
Il Cavaliere di Travian, a ben vedere, aveva le sue attenuanti.
Certo, anche il più feroce degli assassini ha le sue attenuanti.
Ma questo non era un processo al lato buono o cattivo del Cavaliere. Era cercare di capire la sua natura straordinariamente duplice, di buono con la faccia d'angelo, ma il deserto dentro di sè.
Il Cavaliere non era cresciuto con i valori cattolici del "Dio ti vede qualunque cosa fai"; l'aveva tirato su una una mamma dalla quale aveva preso il lato femminile, mantenendo dentro di sè, latente, la natura infida del padre, si sentiva zoppicante per un'infanzia che gli era sempre apparsa diversa dagli altri e soprattutto, era sfinito dalla mancanza di ...


Da quel giorno, i sensi di ragno di alsoit si misero alla ricerca dell'arcano del Cavaliere di Travian.
Il Cavaliere puro, fedele alla casata e alla sua dama del castello (così diceva di lui ogni - proprio ogni - cittadino del regno), senza macchia e senza paura, ma che aveva una doppia personalità da far paura a Dr. Jekyll e Mr. Hide.
Il Cavaliere di Travian gonfiò il petto.
"Ciao, che carina che sei. E sei anche simpatica. Ho bisogno di scaricare le energie. Faresti sesso con me?".
Alsoit lo guardò un po' da sotto in su, rimirandolo in tutta la sua statuaria bellezza. "Eh? No, no. E poi a me piace parlare, sai? Giocare con le parole, cose così".
"Parole? In che senso? Parole, come dire, in potenza, ma senza atto? In fin dei conti la bravura sta nel gestire la potenza senza finire nell'atto".
"No, no, intendevo dire: parole per creare delle storie, parole che si arrampicano, si intrecciano affettuosamente fra di loro. Capito?"
"No, non ho capito. Ciao, eh. Ti prometto che ci vedremo presto."
Com'è che alsoit incontrò il cavaliere di Travian
Alsoit da tempo seguiva le vicende del cavaliere di Travian, anche perchè le sue imprese nei tornei cavallereschi della contea erano sotto gli occhi di tutti. Alsoit seguiva e apprezzava il cavaliere di Travian, complice una simpatia inspiegabile per un personaggio lontano, mai visto nè conosciuto.
Fu così che un giorno, al termine di un torneo, alsoit vedendo passare il cavaliere, a passeggio sul suo cavallo, bello e fiero, vestito con il suo paramento migliore, lo salutò con un flebile ciao, quasi di sfuggita.
Il cavaliere udì distintamente quella voce quasi sussurrata, si girò di scatto e... i due si fulminarono con lo sguardo.
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"Se Piero mi avesse voluto davvero bene, " diceva piagnucolando la vedova dello zio Piero, "non mi avrebbe lasciato in questa situazione".
La situazione era che la figlia, nonchè mia cugina, vessava la vedova per metterla in condizioni di andarsene dalla casa paterna.
Poi i suoi occhi ebbero un guizzo di feroce trionfo.
"E poi sapete... adesso che Piero è morto posso dirvelo. Mi aveva fatto giurare di non dire niente. Ma adesso che non c'è più...".
Ci raccontò che una decina di anni prima, una sera lo zio Piero e la nuova moglie (ora vedova) furono chiamati dalle nipoti perchè i loro genitori si stavano picchiando.
Era successo che mia cugina si era innamorata di un cameriere e aveva affittato una casa in Garfagnana, e la sera non dormiva più a casa con il marito e le figlie.
Il marito, per ripicca, aveva cominciato una storia con la moglie del cameriere e anche lui non dormiva più a casa. Le figlie adolescenti rimanevano sole per tutta la notte.
"Avete capito chi è vostra nipote?", ci disse.
"Guardate bene questa casa. Com'è pulita e in ordine. Perchè il giorno che riuscirà a buttarmi fuori, vostra nipote verrà qui a spaccare i muri e dirà che sono stata io a lasciarla in pessime condizioni".
Non bastava la ftpb. Anche la famiglia squint mi fece venire il mal di mare per tutto il giorno.
La Comunione di Irek
Quel pomeriggio lo trascorremmo sulle colline ventose nella patria dello scienziato cinquecentesco più famoso del mondo.
L'occasione era la Comunione di Irek.
Ma adesso vi presenterò la famiglia di Irek.
I genitori di Irek erano separati perchè il babbo aveva un'altra. Nel frattempo il babbo aveva perso anche il lavoro perchè lavorava per l'ex suocero.
Gli zii del babbo erano stati proprietari di vari negozi di abbigliamento e per anni si erano presentati a casa nostra con la Porsche, raccontandoci di viaggi oltreoceano e vacanze esclusive. Negli ultimi anni erano caduti in disgrazia e avevano dovuto vendere case e ville al mare.
Lo zio aveva avuto una relazione con una commessa da cui era nata una figlia che lo zio aveva riconosciuto. I cugini (i figli dello zio) erano: uno separato e aveva avuto due figli da due donne diverse, l'altro aveva avuto problemi di droga.
Questa era la famiglia del babbo.
Ora vi presento la famiglia della mamma.
Il nonno di Irek (il padre della mamma) era un uomo molto ricco. Saputo che la moglie (che qui chiamerò M1) soffriva di esaurimenti, l'aveva lasciata e si era messo con un'altra (M2), la quale gli aveva cresciuto le figlie (e le nipoti). Ma anche M2 si era ammalata, e il nonno aveva lasciato anche questa e ora stava con M3 (M2 e M3 erano presenti entrambe alla Comunione, mentre M1 era rimasta a casa perchè si erano dimenticati di andarla a prendere).
L'amica della mamma, che mi fu presentata, da anni frequentava un sacerdote famoso per avere benedizioni, perchè quando partecipava alla messa vomitava e dava in escandescenze.
Lo so, non ci capite nulla e vi gira la testa. Anche a me.
Tornai a casa con la testa in fiamme e una strana inquietudine nelle vene.
Eppure sembravano persone tanto per bene. Appunto, la famiglia tanto per bene.
Della felicità, buon surrogato, l'abitudine il cielo ha donato.
